Badilate di Cultura

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June 2009

“A meno di una settimana dalla diffusione del video della morte del suonatore romeno Petru a Montesanto (spirato in mezzo alla folla che fuggiva), ancora una volta i napoletani gli italiani devono interrogarsi sulla difficile conciliazione tra paura e senso civico. In piazza Bellini, intorno alle due di notte, un gruppetto di delinquenti con il capo rasato ha malmenato alcuni giovani omosessuali e mandato all’ospedale una ragazza che era intervenuta (unica a farlo) in loro soccorso. Tutto si è svolto all’aperto, al centro di Napoli, sotto gli occhi di centinaia di persone che non hanno mosso un dito. Solo quando il raid omofobo è terminato, qualcuno si è avvicinato alla ragazza ferita, offrendo dell’acqua, ma lei ha rifiutato rispondendo sdegnata: «L’acqua mi serviva prima».” —Ragazza difende gruppetto di gay: pestata a sangue, ora rischia di perdere l’occhio - Corriere del Mezzogiorno (via nipresa) (via killingbambi) (via 3n0m15) (via mrmozorising) (via draculafrizzi) (via hneeta)
Jun 23, 200934 notes
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Jun 23, 2009
“Escort slave vestite da Babbo Natale. Adesso ci dica cosa c’è sotto al Gabibbo” —Spinoza » Blog Archive » Le avventure in codesto reame
Jun 23, 20094 notes
Jun 23, 2009
Jun 23, 2009
Jun 23, 2009
Jun 23, 200973 notes
“c’è una curiosa costante nelle discussioni da bar, da autobus, da fila alle poste. si parla di silvio e tutti lo difendono. l’argomentazione principale? la avete mai vista una puttana che sa come si usa un registratore?
ecco, l’italia è questa. gente che se gli si chiedesse di usare un registratore risponderebbero un registratore? e chi sono io, uno scienziato?”
—[c]* - di cristiano valli (via phonkmeister) (via curiositasmundi) (via 3n0m15) (via hneeta)
Jun 23, 200919 notes
“Devo dire che è stata veramente una sorpresa scoprire che Augusto Minzolini, quindici anni fa, la pensava proprio come la penso io adesso: “La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.” —licenziamento del poeta (via phonkmeister) (via hneeta)
Jun 23, 20096 notes
Jun 23, 200955 notes
Riceviamo e volentieri pubblichiamo: lettera da un ex residente dell'Aquila → kekkoz.tumblr.com

hneeta:

kekkoz:

Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell’ultima settimana mi hanno chiesto se fossi tornato all’Aquila per preparare gli esami.

Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente destato un pò di imbarazzo:
“L’Aquila non esiste più”
“Ah già, scusami”

Ah già.
Ma è giustificabile.

Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell’Aquila,
troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier,
poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra nazione,
poi della pseudo-crisi dell’amministrazione siciliana,
poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.

Queste sì che sono notizie.

E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell’Aquila i toni sono esaltanti,
c’è chi lo definisce “il successo del governo”,
chi parla del “miracolo del premier”.
Si parla di ricostruzioni avvenute,
di problemi risolti.

NON È VERO.

Le notizie riportate sono solo specchieti per le allodole,
azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo.

La verità è tutt’altra.

La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli afosissimi pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e pioggia, come questa.

E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per poco il sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa (a giorni) di essere messi alle porte in vista dell’inizio imminente della stagione balneare.

Di costruzioni per ora nemmeno l’ombra, perchè fino al G8 dell’Aquila si deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi nazioni del mondo.
A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, i volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantere vivibile la condizione ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato, della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE), dei ritardi nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle subito successive al terremoto è stata mantenuta).
E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le persone che una casa dove tornare non ce l’hanno affatto, che non sanno più cos’è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.

Non mi sembra il quadro di un successo, questo.

Non mi sembra una situazione risolta.

Lo scopo di questa mail è solo ricordare a tutti che non sentire più notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità.

RICORDATELO: L’EMERGENZA NON È FINITA.

Ti chiedo di inviare almeno a qualcuno questo messaggio.
Se non lo farai non ti accadrà nulla di male,
se lo farai non avrai soldi o amori stucchevoli.

…ma solo, nel frastuono del niente quotidiano occorrono tante piccole grida per ricordare cos’è
un briciolo di dignitosa umanità.

Grazie di cuore

Un ex-residente all’Aquila

Jun 23, 200926 notes
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bangles

Jun 23, 2009
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“È molto più facile essere un eroe che un galantuomo.
Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev’esser sempre.”
—Luigi Pirandello (via bastet) (via imod)
Jun 23, 20095 notes
Jun 23, 2009
“il pezzo forte della serata consisteva nel famigerato Filmino. Le venti girls si stringevano sui divani e il premier faceva partire il video dei viaggi all’estero: Silvio con Bush, Silvio con Putin, Silvio con Berlusconi (il suo preferito).” —Massimo Gramellinii - Filmini e saette - LASTAMPA.it (via imod) (via cheppalleee) (via hneeta)
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